21 giorni _o #21habitschallenge

Sfatiamo il mito secondo il quale BASTANO 21 giorni per cambiare un’abitudine. Più veritiero è affermare che ci vogliono ALMENO 21 giorni a far sì che il nostro cervello si abitui a una nuova immagine abituale.

Lo dice la scienza, Maxwell Maltz era un chirurgo estetico che negli anni ’60 aveva notato che nei casi di chirurgia del volto o nei casi di amputazione, più o meno, erano 21 i giorni nei quali i suoi pazienti riferivano di incominciare ad abituarsi con la loro nuova faccia o a non sentire il dolore da arto fantasma. Nel tempo queste sue rivelazioni, riassunte in un libro dal titolo Psicocibernetica (circa 30 milioni di copie vendute), si tramandano e amplificano facendo credere che è sufficente un periodo di 3 settimane a rivoluzionare la vita. MAGARI.

Phillippa Lally è una ricercatrice presso l’University College di Londra, sul European Journal of Social Psychology, Lally e il suo team di ricerca hanno deciso che in media ci vogliono 66 giorni per creare una vera abitudine. Delle 96 persone che hanno formato il campione della ricerca, per alcune ci sono voluti anche 254 giorni prima di sentire automatico il nuovo comportamento. Quindi non illudiamoci, calma e volontà.

Comunque c’è da dire che il periodo di 3 settimane è accattivante, è un ottimo trigger per chi ha bisogno di sentire di poter cambiare e scacciare qualche brutto o scomodo vizio. Quindi…Perchè questo articolo è intitolato “21 giorni”?????

Perchè da oggi abbiamo 21 giorni al 6 aprile, che, almeno per noi del Friuli Venezia Giulia, e per la stragrande maggioranza della Nazione … risulta per ora il prossimo cancelletto alla primavera. Al carso, alle “osmize” e via dicendo.

Che cosa possiamo fare in attesa? possiamo cercare una nuova abitudine BUONA. Tutti noi, ne sono certa e parlo anche in prima persona, abbiamo qualcosa che continuiamo a posticipare. Chi vorrebbe smettere di zuccherare il caffé, chi vorrebbe proprio smettere di bere caffé, chi vorrebbe dedicarsi a far crescere e curare delle piante in casa, chi non ha mai tempo per ordinare il cassetto della cucina, la cantina o buttare via quello che non si mette più negli armadi. Ci sono altre abitudini buone da perseguire, dormire almeno tot ore, leggere, disegnare, fare streching per la schiena… . Bere più acqua. Smettere di fumare. Sono certa che vi riconoscerete in almeno una di queste.

Bene, questo non è un’articolo nel quale voglio dirvi che per sentirvi meglio è bene alzarsi presto la mattina (alle 3.50, a quanto pare, per alcuni imprenditori di successo come Tim Cook…) e salutare il sole. Facile a dirsi, difficilissimo a farsi, provare per credere. Bensì vi voglio dare riassunta brevemente l’idea che mi sono fatta dopo l’ascolto del discorso di Jack Dorsey, Presidente e Co fondatore di Twitter, alla Startup School del 2013.

Dorsey consiglia di focalizzarsi su quello che fa bene e quello che fa male alla propria giornata, fare una sorta di “to do List” e “to don’t do List”

Questa è la Sua lista.

Sono passati 76 giorni dall’inizio dell’anno, oggi non è nenanche lunedì, giorno della settimana noto per esser preso di mira quando si vuole cominciare qualcosa. Quindi, meglio, contro ogni aspettativa, anche oggi si può cominciare una buona abitudine.

Giocate a Snake, scrivete un diario, state in piedi su uina gamba sola per 3 minuti al mattino, recitate una canzone sottovoce prima di addormentarvi… quello che volete, pur che sia una cosa NUOVA CHE VI RENDA FELICI e la facciate con costanza. Ascoltatevi, fatevi la vostra Lista e incominciate a praticare. Le carie non vanno via solo con una lavata di denti, bisogna lavarseli ogni giorno.

Qualunque cosa sogni d’intraprendere, cominciala. L’audacia ha del genio, del potere, della magia.

Goethe

Non per prima e non per ultima, lancio la #21habits challenge. Un pò contro il Covid (ancora), un pò contro le nostre cattive abitudini. Buona sfida.

Pubblicato da rossellapsi

Psicologa, mi interesso e occupo di benessere con tecniche derivate dalla psicoterapia Funzionale Integrata dove corpo e mente si fondono.

2 pensieri riguardo “21 giorni _o #21habitschallenge

  1. Praticando e interessandomi di meditazione e crescita personale molto spesso mi imbatto in pubblicità sui famosi “21 giorni per…”, e qualche volta ho provato. Il mio limite è sempre stato l’incostanza. Ora da un po’ ho iniziato una “21 giorni” tutta mia, non mi sono posta un limite veramente, e ho iniziato in un giorno qualsiasi, tra smart working e DAD ho sentito scattare qualcosa. A distanza di qualche giorno (non li sto nemmeno contando) sento che qualcosa sta cambiando. Ascolto audiolibri mentre lavoro, ripeto molte volte il mantra di Hoponopono prima di dormire e al mattino appena sveglia, faccio una colazione abbondante ed equilibrata, cammino almeno mezz’ora al giorno, ho ripreso a scrivere, e ogni giorno aggiungo qualcosa. L’obbiettivo è impedire a questa situazione di schiacciare la mia creatività.

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