
Il testo nel quale nel lontano 1978 Lucio Dalla rivendicava il senso di speranza nei confronti di ciò che accade nelle vite di tutti noi.
La sua voce entra e si poggia piano, in noi umani naturalmente fragili, che a questo punto dell’anno ci troviamo in bilico fra bilanci e chiusure, bagordi simil eccitanti ai quali si anela più o meno ad essere coinvolti e sentimenti di nostalgia che vuoi o non vuoi affiorano durante le incalzanti festività di dicembre. L’ultima strofa cita con dolci parole: “l’anno che sta arrivando, fra un anno passerà. Io mi sto preparando, è questa la novità“. Quasi ad indicarci un passaggio di vita, un cambiamento adulto, Lucio dice che lui questa volta si vuole preparare. E noi, che bisogno abbiamo di prepararci?
Sono piene le App dei nostri telefoni di condizioni meteo, promemoria, note, liste to do e carrelli che dicono di cosa ci dobbiamo ricordare avere bisogno. Chi di noi, non ha presente di cosa parliamo quando si prospetta una gita o un fuori routine? Cosa porto in valigia, quali scarpe saranno più adatte, a che ora arriveremo, circa.
Abbiamo molto bisogno di controllare tempo, spazio e condizioni in merito al nostro agire nel mondo e quello dei nostri cari. E’ una esperienza nota e sana quella di controllare. Antropologicamente afferisce a quel senso di protezione, adattamento e sicurezza che serviva alla sopravvivenza della specie. E’ stato un bisogno perciò iniziale, al giorno d’oggi diventato desiderio.
“Di tutte le miserie umane la più amara è questa: conoscere così poco e non avere controllo su niente”;
La citazione di Erodoto è particolarmente illuminante a noi, perché coglie l’essenza di questa aspirazione: la frustrazione di fronte all’ignoto e l’impotenza di fronte agli eventi.
La credenza media della società italiana nel 2025, velatamente esposta ma sentita in maniera abbastanza marcata, impronta la ragione come gerarchicamente superiore alle emozioni. Quindi, mentre le discipline orientali pensano l’opposto, per gli europei la logica razionale sembra poter governare anche l’impeto dell’esperienza emotiva. Per fortuna, ci viene in soccorso la fisiologia che ci ricorda che esiste una gerarchia opposta. Chi nasce prima perciò, l’uovo o la gallina?
In prospettiva evolutiva fra ragione e sentimento, nasce prima il sentimento. Ovvero le strutture cerebrali che mediano l’esperienza emozionale sono più antiche di quelle che attengono al dominio della razionalità, logica o ragione come si vuol chiamare.
In pratica cosa vuol dire? Che ha ragione Jovanotti quando intitola il suo brano “Se lo senti lo sai”: prima sentiamo poi pensiamo; o almeno così saremmo in grado di portare avanti in maniera più efficace il nostro controllo del mondo circostante.
Alle fatidiche domande ruminate così tanto nelle nostre teste: “mi risponderà al messaggio?”, “troverò la mia anima gemella?”, “riuscirò a passare l’esame?”, “cosa mi chiederanno a colloquio?”, “il prossimo anno vivrò più felice?” … oppure molto frequente nelle famiglie e coppie sotto le feste: “mi avviserà per tempo?” e “si ricorderà di metter su la lavratrice intato che io lavoro?”: il mio consiglio è di sentire più morbido.
Piuttosto che cercare di controllare tutto, è più saggio sviluppare una flessibilità di sentimento che ci permetta di muoverci agilmente tra ciò che conosciamo e ciò che è ignoto, integrando la ragione con le emozioni e sapendo accettare le contraddizioni come parte integrante della realtà. Non possiamo far smettere di piovere, e se decidiamo di girare con pre precauzione con l’ombrello, beh, dobbiamo accettare di portare un peso in più con noi. Forse allora merita considerare di poterci bagnare un po’?
La dimensione del controllo nei disturbi psicologici più gravi ci mostra un range d’azione che va dall’ipercontrollo alla perdita di controllo. Esempio del primo è il disturbo ossessivo compulsivo, esempio del secondo è il disturbo da panico dove la condizione del controllo sembra sfuggire da sotto i piedi. Un’altra dimensione dove vediamo il controllo come centrale rispetto alla malattia è quella dei disturbi del sonno. Sappiamo che vi è un filo, un continuum, fra da un lato il disturbo psichiatrico (diagnosticato e trattabile) e all’altro lato la normalità e i tratti di personalità (sani). Tutti cioè abbiamo qualche mania di ordine o periodi di notti poco gentili. Detto ciò , studi e ricerche portano a galla numerose e ormai conosciute preatiche che possono lenire i “malanni da controllo”, per migliorare la vita di coppia o la ricerca di questa, il proprio progresso nell studio o le relazioni di lavoro.
La psicologia Funzionale si occupa di studiare l’integrazione fra i sistemi mente e corpo per riportarli ad un sano equilibrio di funzionamento.
Non sempre quello che ha sempre funzionato fino a lo scorso anno continua a funzionare. Perchè non aggiustare il tiro?
Rossella Vono – Dottoressa in Psicologia
