Mani che scoprono, mani che toccano, mani che esprimono
Si dice così quando senti di voler scagliare la rabbia contro qualcuno o qualcosa: “mi prudono le mani”. Le nostre mani sono lo strumento con cui tocchiamo il mondo e con il quale ci manteniamo in equilibrio, come i gatti con i loro baffi. Le scuotiamo energicamente verso il basso quando vogliamo scrollare un’emozione scomoda.
Dove c’è bisogno delle mani, le parole sono perfettamente inutili.
Esopo
Il nostro corpo arriva molto prima della nostra mente. È veloce, intuitivo ed efficace, se e solo se, lo impari ad ascoltare e ti prepari a sfruttarne tutte le potenzialità.
Il nostro corpo parla e registra, ed alla prima occasione ripropone. Ascoltare le emozioni che giacciono sulla nostra pelle e nelle nostre viscere è possibile. Come?
Chiudi gli occhi e pensa ad una spiana di legno infarinata, piena di gnocchi. Non pensi subito alle mani di chi li ha impastati? E forse senti persino il profumo della cucina dove fumava il sugo di quando eravate bambini?
Prova per esempio ad usare le mani; le mani che ci hanno fatto scoprire il volto di nostra madre prima ancora di poterlo descrivere con le parole, le mani piene di solchi di un lavoratore mai stanco o di una nonna che ne ha visti tanti di gnocchi e di pranzi per i nipoti. Le mani di una coppia di amanti che curiosa e condivide pezzi di paradiso.
Muovile quelle mani, crea, zappa, cucina, dipingi, scrivi o suona. Muovile in qualunque modo ti sia possibile e vedrai come da loro usciranno anche le emozioni.
La scienza conferma che per le mani passano la maggior parte dei recettori cutanei che riportano informazioni direttamente alla nostra corteccia cerebrale. Si chiama Homunculus motorio ed è proprio la rappresentazione, in un linguaggio affine a quello della neuropsicologia, di quanto detto sopra. Mani e area della bocca sul viso sono pienamente ricettive, sia in entrata che in uscita nel nostro corpo.
La mente sente quando le mani si muovono, la nostra anima sente che loro sono pronte per esprimersi e si quieta, si ammorbidisce. Muovile e qualcosa succederà. Rabbia, frustrazione, solitudine, dolore, gioia, entusiasmo. Non farne un segreto, fa uscire queste mani e crea opere indescrivibili a parole.
