L’enciclopedia definisce l’attività di procrastinazione come l’atto di differire, rinviare da un giorno a un altro, dall’oggi al domani, allo scopo di guadagnare tempo o addirittura con l’intenzione di non fare quello che si dovrebbe. Quindi è ormai di senso comune accennare l’idea che colui che procrastina qualcosa, sta tentennando alla sua volontà effettiva di portarla a compimento.
Prima di procedere con la disamina di tale comportamento, dichiariamolo parte delle nostre caratteristiche umane. Intendo sottolineare che in ognuno di noi esiste o è esistita la volontà di procrastinare qualche cosa, o meglio la non volontà di portarla a compimento. Scomponiamo tale attività o meglio non-attività e vediamo cosa c’è dentro per conoscerla meglio.
L’attore della procrastinazione, cioè il soggetto che temporeggia rimandando a domani l’azione prova una sensazione di indefinito e continuo rimuginare dentro di sé. Se tale persona avesse già deciso definitivamente di non essere convinto al 100% di portare a termine il progetto, non si tratterebbe di procrastinazione, saremmo davanti ad una semplice negazione dell’azione. Dall’altra parte colui che osserva e che si relaziona con il procrastinatole, invece, empatizza e si scontra con una sensazione di vaghezza e confusione, trovandosi appunto davanti le scelte non chiare di colui che procrastina. Come ogni buon dialogo botta e risposta e come ogni miglior assist in campo da gioco, più chiara e precisa è l’azione del compagno di squadra, più il tiro sarà preciso.
Perché la procrastinazione ci fa stare male? A forza di procrastinare le persone rimandano ciò che è davvero importante, rimanendo rinchiusi in una vita che non è esattamente congruente a quella a cui tendono e che sognano da sempre. E’ come un cane si morde la coda, vorrebbe smettere ma è un gesto così abitudinario che non richiede sforzo…che tanto vale continuarlo. Il nodo cruciale è proprio questo, spesso ci vogliono tanta forza di volontà, auto-disciplina, tempo e dedizione … e questo crea il muro, il grande blocco nell’agire. Siamo capaci di pensarlo, e dai oggi, dai domani, a forza di mentalizzare tutto, di pensare “un giorno voglio fare.. un giorno mi piacerebbe..” senza mai portarlo a compimento, renderlo un fatto… perdiamo il contatto con noi stessi, con la nostra identità, con il nostro IO migliore.
Posticipando di lunedì in lunedì e di stagione in stagione, prima o poi ci ritroviamo bloccati nel loop negativo fatto di insoddisfazione e infelicità paralizzati dai nostri stessi pensieri incalzanti e continui.
La procrastinazione ha dei risvolti negativi non soltanto nella nostra vita, ancor di più in chi ci sta intorno o con il quale ci dobbiamo rapportare per le conseguenze di quel “rimandare”. Non c’è mai un male senza un bene ci hanno insegnato i nostri nonni, questo vale anche per i temporeggiatori. Vale la pena cioè di imparare dalle nostre incertezze e dal nostro non agire. Può voler dire di rizzare le antenne su quel argomento, che magari ci crea dei sospetti, o magari semplicemente ci spinge a trovare un modo nuovo o migliore di portarla avanti. Cioè voglio dire che a volte procrastinare e prender tempo può anche essere un buon segnale. Dobbiamo tenere le narici ben larghe per annusare cosa ci dice il nostro corpo ed i nostri comportamenti. Quindi, per facilitare la comprensione dei nostri stati emotivi in merito al procrastinare, farò di seguito una descrizione di quelle che reputo delle macro–categorie, come dei sacchi dove ognuno di noi, almeno per alcune scelte di vita, riuscirà a ritrovare la sua modalità. Un sacco con dentro scritto il suo nome insomma.
IL PROCRASTINATORE INSICURO
Piuttosto che agire rimani fermo, perché hai paura del giudizio degli altri, di fallire o di avere successo.Non vuoi rovinare l’immagine che gli altri percepiscono di te e ti riesce difficile agire in situazioni che apporteranno un cambiamento alla tua identità. Ad esempio: se ti identifichi come una mamma a tempo pieno che si cura della famiglia… procrastini sul prenderti cura di te stessa, perché non vuoi che all’esterno le persone ti percepiscano in modo diverso, come magri una non curante dei figli o del marito.
L PROCRASTINATORE PERFEZIONISTA
Tendi a complicarti la vita pensando a tutti i dettagli possibili e immaginabili. Non hai mezze misure: o fai tutto alla perfezione oppure non fai niente. Ti fermi a metà dei progetti perché sei schiacciato dalla mole di dettagli che vengono fuori. Pensi spesso alle aspettative degli altri, e quello che diranno una volta che avrai portato a termine il tuo progetto. Ti senti in dovere di prenderti in carico di tutti i dettagli (tralasciando piuttosto i tuoi), performando al massimo e al meglio già al primo colpo, per ottenere il massimo dei voti.
IL PROCRASTINATORE SOGNATORE
Hai un’attitudine estremamente positiva, ti butti in mille progetti ma poi ti perde nella fase di pianificazione e non riesci mai ad arrivare a qualcosa di concreto. Compri corsi, libri, tutto il necessario che pensi possa servirti, ma poi… quando arrivi alla parte esecutiva incontri tantissime resistenze e spesso ti perdi d’animo, perdendo interesse. Senti di non riuscire a portare avanti progetti e ti senti una persona fallibile. All’estremo, hai delle crisi di identità.
IL PROCRASTINATORE PIGRO
Il tuo pensiero più ricorrente è: “dovrei fare… ma non lo faccio”. Dici di “lavorare molto bene sotto stress”, lasciando quindi tutto all’ultimo secondo. Hai l’abitudine di schiacciare più volte la sveglia al mattino rimandando anche l’orario in cui co linciare la giornata. Non hai molta chiarezza su quali sono i piani della tua giornata per concretizzare i tuoi obiettivi. Quando non c’è la deadline, vai in completa paralisi: non scegli più nulla. Rimandi a data da destinarsi tutti i progetti e i sogni che ti piacerebbe iniziare. Ti trovi molto a tuo agio nella sua zona di comfort e, per questo motivo, sei estremamente resistente al cambiamento qualunque esso sia.
IL PROCRASTINATORE DISORGANIZZATO
Dici di non avere mai tempo.Pianifichi tutto al dettaglio ma non c’è un giorno che riesci a portare avanti la tua pianificazione, quasi sempre non realistica. Il panico ti assale non appena qualcosa va storto e non sono mai previsti dei momenti di recupero nelle tue giornate caotiche. Per te ore sembrano non bastare mai, e nonostante tu sia sempre impegnato, non arrivi mai ai risultati che vorresti.
Penso che queste descrizioni possano aiutare a disegnare e limitare quella dinamica interiore che ti sta separando sempre di più dai tuoi obiettivi traguardi e desideri profondi.
