Lo Sport ai tempi del COVID-19

Corpo e Mente più collegati di quanto pensiamo

Articolo pubblicato sulla rivista de “Gli Amici del Cuore” N°66 giugno 2020

In questo momento critico, stressante, nel quale ci viene chiesto di rimanere a casa siamo limitati  e abbiamo difficoltà a sfogarci con l’attività sportiva. Quindi come possiamo mantenere in equilibrio il nostro fisico e la nostra mente?

Tutti quanti noi siamo usciti dalle nostre routine: lo smart working, il non contatto, la scarsa possibilità di condivisione, le ore di convivenza triplicate nella coppia e nella vita familiare. Ci viene chiesto di stare a casa, ma l’esperienza dello Stare non è così facilmente compresa, nelle nostre vite frenetiche ci siamo disabituati a Stare. Così, passano i giorni e dal riposo si arriva ben presto alla tentazione del divano e della noia, quale miglior rimedio se non quello del cibo? Ebbene sì, noi italiani sappiamo quanto il cibo e l’esperienza di mangiare sia un ottimo toccasana per l’umore, e per la noia. Ci piace magiare e mangiare bene, in più, l’unica possibilità che abbiamo (se escludiamo quella di portare fuori il cane) è fare la spesa. Le pagine social sono piene di manicaretti passatempo belli da fotografare. Per coloro che sono sportivi e sono abituati a praticare sport sia nel week end che in settimana diventa un problema questa “quarantena” alla quale siamo doverosamente chiamati.

Come mantenere il livello di allenamento raggiunto stando a casa? 

Partiamo dal presupposto che mente e fisico sono collegati ben più di quanto comunemente immaginiamo. Perché allenarci ci fa stare tanto bene? L’esercizio fisico produce una serie di reazioni psicofisiche. Le endorfine sono una sostanza che viene prodotta durante l’esercizio fisico ed ha conseguenze sul sistema nervoso centrale provocando sensazioni di benessere, positivi cambiamenti d’umore e maggiore capacità a sopportare il dolore.  Quando siamo sotto stress, come ad esempio in una normale giornata lavorativa, produciamo adrenalina. Anch’essa è una reazione, in questo caso l’adrenalina è un’avvisaglia del nostro corpo che ci dice essere sottoposto a livelli stressanti, vi è un aumento del battito cardiaco e della pressione arteriosa, livelli di stress eccessivamente alti arrecano danni al sistema circolatorio. Ecco che la corsa, così come altri esercizi aerobici come la bici, il nuoto, la camminata veloce etc. facilitano lo smaltimento dell’adrenalina prodotta durante la giornata e grazie all’esercizio eliminiamo le scorie dello stress. Perciò i nostri livelli di adrenalina restano in equilibrio, e grazie all’endorfina, stabilizziamo anche il nostro umore.

E quindi a casa che fare? Le tecniche di visualizzazione partono dall’assunto che la mente non discerne fra l’esperienza realmente vissuta da una ben immaginata. Percepiamo come reali le immagini create dalla nostra mente e ad esse reagiamo con le stesse reazioni psicofisiche. non vi è mai capitato di essere felici piuttosto che tristi al risveglio? I sogni sono immagini che la nostra mente crea di notte, alcuni sogni se fatti in determinate fasce di onde cerebrali ci risultano estremamente vividi al risveglio. Le immagini mentali vengono sfruttate da noi ben più di quanto non ne siamo consapevoli; ad esempio… Nel fare la spesa, a cosa pensate? Ed ancora, a cosa pensate mentre seguite con scrupolo a ricetta per preparare il vostro piatto preferito. Entrambi sono casi in cui mettiamo in atto tecniche di visualizzazione. Ci aiutano ad impostare, correggere e conseguire i nostri obiettivi. Il pensiero usa le immagini e non le parole, la facilità e la velocità con la quale arrivano al nostro cervello le immagini è molto maggiore della pratica in sé. Un’atleta mediamente capace compie un giro di campo da golf da 18 buche in 4 ore a piedi, se lo stesso giro lo facesse mentalmente impiegherebbe meno di un ora per la visualizzazione di tutti i suoi colpi al raggiungimento delle 18 buche. Inoltre, l’allenamento per visualizzazione permette di analizzare molte ripetizioni di ogni singolo gesto motorio molto più minuziosamente che non l’esercizio fisico completo.

L’applicabilità di questa tecnica per la definizione di obiettivi è ampissima, a patto di non prefiggersi degli obietti non ben confezionati (tipo dimagrire o essere felici, questi sono obiettivi troppo vaghi). Gli obiettivi devono essere specifici, raggiungibili e tangibili, tanto meglio se riassumibili in un’unica immagine che riesca ad identificarli univocamente ed in maniera chiara per colui che immagina. Facciamo un esempio: la torsione del busto nello swing del tee shot della 2, la falcata lungo il cordolo sul tartan della pista di atletica, la presa della kettlebell nel russian swing, la posizione delle nostre ginocchia in uno squat fatto bene, la posizione delle braccia e l’allineamento del busto in un tiro da 3.  Questi e molti altri sono obiettivi validi di visualizzazione per implementare e mantenere il nostro allenamento durante i periodi di stasi, come i tanti che capitano nella carriera di uno sportivo in virtù di momenti di recupero forzato, o come in questo caso la quarantena. Quindi quando vi annoiate sul divano e ripensate a pochi giorni fa quando portavate le vostre sacche negli spogliatoi per prepararvi a sfogare i vostri stress, alzatevi, andate in una stanza tranquilli e visualizzate per qualche minuto il vostro allenamento. Questa pratica aiuta ad allenare la capacità di focusing e la performance mentale, utili entrambe in altri molti contesti di vita e di sicuro utili a non farci allontanare troppo dal nostro livello di allenamento, che presto saremo pronti a rimettere in atto.

Pubblicato da rossellapsi

Psicologa, mi interesso e occupo di benessere con tecniche derivate dalla psicoterapia Funzionale Integrata dove corpo e mente si fondono.

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