Trauma da sforzo?

TECNICHE DI GESTIONE DELLO STRESS DA INFORTUNIO

Gli infortuni accadono, anche ai migliori. Quando l’attività fisica è una parte fondamentale della routine, non riuscire a praticarla peggiora la qualità di vita dell’individuo. L’infortunio intacca non soltanto l’area del benessere fisico, anche quella del benessere emozionale (angosce sul recupero), del benessere sociale (ruolo ricoperto) e non per ultima l’area relativa al proprio Sé, ovvero la considerazione di stima ed efficacia. Può rappresentare un evento destabilizzante per l’equilibrio dell’atleta, al quale sarà utile sfruttare le risorse positive di questo “stop forzato”; non per niente la parola crisi nella cultura orientale sottintende il significato di pericolo sommato all’opportunità. Fare un debriefing sull’accaduto è il primo step: convertire le nostre emozioni in maniera utile, la rabbia e il sentimento di impotenza oltre che alla paura e all’ansia, attraverso un percorso di consapevolezza del nostro stato fisico ed emotivo. 

Si può distinguere tra la gestione dell’infortunio per un atleta che pratica sport individuale e colui che invece fa parte di una squadra. Per quel che concerne le aree intaccate (fisica, emozionale, sociale, personale) la solitudine o la compagnia della squadra rappresentano a loro volta fattori di protezione o di rischio, questo dipende dall’interpretazione che ne da l’infortunato. La possibilità di seguire i propri compagni di squadra durante gli allenamenti e gli sforzi, offre la possibilità di vivere assieme il tempo di recupero e di conseguenza condividere la gestione dello stress da infortunio. Allo stesso tempo, per un atleta individuale capace di introspezione potrebbe essere motivo di miglioramento vivere il proprio periodo di recupero in solitudine, ricavandone fortificazione della personalità sportiva.

Le soluzioni pratiche operative proposte in maniera trasversale sia per sport individuali che di squadra sono: il lavoro per obiettivi, definiti attraverso il goal setting sfruttando il pensiero positivo; il training propriocettivo e le strategie per l’aumento della consapevolezza corporea; le tecniche di visualizzazione di Sé e del proprio rientro ed infine il self talk sia sul gesto tecnico che a supporto della personalità.

Tecniche efficaci e di comprovata efficenza, senza dubitare del sano principio secondo il quale prevenire è meglio che curare.

Pubblicato su rivista CitySport_novembre 2016

Pubblicato da rossellapsi

Psicologa, mi interesso e occupo di benessere con tecniche derivate dalla psicoterapia Funzionale Integrata dove corpo e mente si fondono.

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